Breve storia degli eventi

Il Presidente dell’Ordine dei Biologi e tutto il Consiglio dell’Ordine appena insediatosi ha iniziato una campagna aggressiva e denigratoria nei confronti della Fondazione.

L’allora Commissario Straordinario, Dott. Luigi Scotti, in modo ingiustificato (perché non rientrava nel mandato che il Ministero della Giustizia gli aveva conferito), aveva bloccato il pagamento degli ordinari servizi, regolati da contratti, che la Fondazione Italiana Biologi aveva regolarmente svolto per conto dell’Ordine nel corso degli anni, quali l’edizione, stampa e spedizione della rivista Biologi Italiani e la tenuta con aggiornamenti degli iscritti all’Ordine.

Il Presidente D’Anna ha continuato non solo a “non onorare” i contratti ma ha inviato vari esposti alla Prefettura di Roma, organo vigilante sulle fondazioni, in cui si affermava che il dott. Calcatelli Ermanno tramite la Fondazione aveva distratto fondi con appropriazione di somme, chiedendo il commissariamento della Fondazione Italiana Biologi.

La Prefettura ha nominato un Collegio Ispettivo composto da esperti funzionari della Prefettura e del Ministero dell’Economia.

I componenti di detto Collegio presso la Fondazione hanno esaminato tutta la documentazione contabile, l’atto costitutivo, lo statuto, i regolamenti e i contratti tra Ordine e Fondazione. Al termine dei lavori il Collegio Ispettivo ha redatto una relazione in cui si evince che non vi è stata alcuna distrazione di fondi né tanto meno appropriazione di somme e ancora che l’Ordine ha deciso di “non onorare” i contratti con la Fondazione.

Ha inoltre evidenziato che non vi era alcun motivo per commissariare la Fondazione.

Nonostante tale parere Il Presidente D’Anna ha continuato a inviare scritti alla Prefettura sollecitando una stramba modifica statutaria che conferisse all’Ordine il potere di nominare il presidente e l’intero comitato direttivo e nel contempo azzerare l’attuale direttivo della FIB.

Come Fondazione abbiamo aderito all’invito della Prefettura con incontri sulla ipotesi di una equilibrata variazione dello statuto per dare più rappresentatività a ONB e agli altri organi pubblici coinvolti nelle recente riforma sulle professioni sanitarie, ma l’atteggiamento da parte dell’Ordine è sempre stato di chiusura e intransigenza totale.

La Prefettura, infine, ha chiesto un parere all’Avvocatura Generale dello Stato che trovate pubblicato sul sito della fondazione dove si ribadisce con un autorevole parere quanto già espresso dal Collegio Ispettivo, andando addirittura oltre, ossia chiarendo alle autorità che la Fondazione deve essere lasciata libera di continuare a svolgere i propri compiti di interesse pubblico senza ulteriori sollecitazioni.

Come noto la Fondazione ha già intrapreso un’azione per il recupero di quanto dovuto dall’ONB e il prossimo 17 gennaio 2019 sarà l’occasione di una importante decisione del Tribunale di Roma in merito.

È il caso di invitare il Presidente D’Anna ad avere un atteggiamento meno aggressivo e a non diffondere notizie non vere perché fuorvianti per la categoria che ha ben altri problemi da affrontare, peraltro molto più attinenti alla professione.

La Fondazione e il sottoscritto si sono ad oggi solo difesi da tali attacchi ingiustificati e le argomentazioni “a difesa” sono sempre state rappresentate dai fatti e dagli atti ufficiali e non le campagne diffamatorie.

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